Salve ragazze non so come ma oggi mi è venuta l'ispirazione ed ho cominciato a scrivere scrivere scrivere come non mi accadeva da tempo, questa è la mia prima fanfic su POTO... spero vi piaccia^^
An Angel for me.La serata prometteva bene.
Ogni angolo ogni parte di sé sembrava già assaporare ed urlare, la soddisfazione, e la vendetta che di lì a poco sarebbe giunta...
Christine...Sì lui l’avrebbe riavuta accanto a sé e dopo quella notte, e sarebbe stato per sempre.
Aveva scorto nei suoi occhi quanto in realtà fosse palesemente attratta da lui, le aveva fatto conoscere, la sua parte oscura, intima, quella che la rendeva una donna e non più una bambina impaurita che chiedeva aiuto a lui
“l’Angelo della Musica” aveva sempre voluto che il fiore candido che era stata, schiudesse i suoi petali e maturasse, affinché diventasse la sua compagna, la sua sposa, la sua amica, la sua sorella, sua madre; tutte parole che per Erik non avevano significato, prima del suo arrivo. Sfortunatamente, a causa di quell’
insolente damerino, il Visconte Raoul de Chagny, pensò storcendo il naso, stava faticando più del previsto a realizzare il suo scopo, Raoul voleva la sua Musa, e per allontanarla da lui aveva fatto conoscere alla sua dolce Christine l’altra parte di se stesso:
“il Fantasma dell’Opera” dalla mezza maschera bianca...che celava in realtà il dolore e la sofferenza di quello stesso bambino vagabondo, col cuore gonfio di disprezzo per quella madre che l’aveva rinnegato e quella società che l’aveva deriso e torturato, solo perché nato diverso..
Non a caso aveva scelto di scrivere ed occuparsi della trama del
“Don Juan Trionfante”, c’erano molti punti in comune tra lui ed il misterioso personaggio, oltre ad enfatizzare la sua premeditata e sicura vittoria, come lui
“il Figlio del Diavolo”, Don Juan era un’anima nera, non temeva la morte anzi spesso beffeggiava le sue vittime prendendo tale nome per incutere loro timore, fregandosene altamente di quel Dio che odiava ma che gli aveva donato la vita, per vivere in quel mondo di animali, dove vigeva solo la legge del più forte, dove o mangiavi o finivi mangiato, dove nessuno poteva scoprire le proprie debolezze o veniva schernito ed allontanato, se fosse mai accaduto, saresti divenuto un emarginato senza sapere o capire il perché, e potevi scegliere se dopo prendere la via della distruzione, che ti avrebbe portato a guardare con i tuoi propri occhi il relitto di te stesso, schiacciato dal peso di ingiustizie altrui, oppure scegliere la via dell’indifferenza e fingere che tutto quello che capita proprio a te sia nulla, per quanto terribile sia...
Don Juan viveva di vendetta, e godeva nel fare del male, eliminare qualsiasi ostacolo che si frapponeva tra lui e le sue mire appunto far innamorare di sé giovani donne, o meglio rendere folle quell’unica donna che aveva fatto breccia nel suo cuore cinico.
S’infilo la maschera, pregustando il furor del palcoscenico, della musica e Christine, che alla fine di tutto sarebbe stata solo sua...
Seal my fate tonight. I hate to have to cut the fun short.
But the jokes wearing thin, let the audience in, let my opera begin!
***
Seduta tra gli spalti dell’Opèra Populaire, c’era la contessina Valentine de Morcef, era la milionesima volta quella sera che malediva la presenza della sua piccola sorellastra Mylène, piccolissimo chaperon ed intralcio tra lei la sua serata perfetta col suo promesso sposo, Maximilien Villefort, il quale sembrava si divertisse maggiormente a discorrere con la piccola curiosa, che prestare attenzione alla sua fidanzata. Si sentì in pace solo in un momento di assenza della bambina, la quale aveva insistito tanto per comprare una mela candita.
<< Mi domando Max se alla fine non lascerai l’altare per prendere lei in moglie... - disse indignata sbattendo il suo ventaglio in piume - piccola bastarda se non fosse stata per quella stupida ballerina di sua madre che si è arruffianata per bene quello sciocco di mio padre, ora lei starebbe con quelli della sua specie, in mezzo alla strada a chiedere l’elemosina..!>> disse sprezzante.
<< Oh suvvia tesoro, la gelosia ti fa dire cose senza senso - sussurrò l’uomo biondo dai profondi occhi chiari accanto a lei accarezzandole i capelli - e poi è solo una bambina, vedi il lato positivo almeno lei è troppo piccola per il matrimonio con un gentiluomo come me, ha solo quindici anni, e poi lo sai che preferisco te..>> disse per poi baciare il collo alla sua promessa, gesto che fu occultato abilmente dalla ragazza col suo ventaglio.
<< Il Don Juan a cui stai assistendo ha una pessima influenza su di te..>> sussurrò lei sorridendo maliziosa.
<< Magari sei tu che non sai che influenze hai su di me chérie..sarà per questo che la tua matrigna avrà insistito tanto perché portassimo il nostro piccolo chaperon, magari avrà già capito che non abbiamo resistito fino al matrimonio...ma come avrei potuto con te..>> finì di dire con tono roco all’orecchio della propria fidanzata.
<< Smettila Max - rise piano Valentine ormai tutta rossa - sei incorreggibile! >>.
<< E tu sei uno splendore..>> sussurrò lui sporgendosi verso le labbra di lei.
<< Eccomi sono tornata!>> disse allegra una voce di bambina dietro di loro che spinse Maximilien ad allontanarsi dalla sua promessa, la quale sbuffò d’irritazione non appena la piccola tornò a sedersi in mezzo a loro con la sua mela candita tra le mani.
<< Ed io che credevo che con il tuo scarso senso dell’orientamento ti fossi persa rospetto..>> disse Valentine tentando di mascherare il suo fastidio con una voce dolce.
<< Magari non sono così stupida sorellastra..>> disse la ragazzina mentre i suoi limpidi occhi indaco saettavano mentre fissava la donna.
Smisero di parlare poiché le luci calarono nuovamente e iniziò un altro atto dello spettacolo, spettacolo che aveva totalmente rapito la piccola Mylène, la quale purtroppo trovava perfetto fino ad un certo punto, rimpiangeva solo che il tanto decantato Don Juan il seduttore, fosse interpretato da un panzone, mentre lei con la sua fantasia lo immaginava totalmente diverso...
Ora le ballerine saettavano e danzavano come a rendere ancora più vivo quel fuoco finto al centro della scenografia, come avrebbe voluto poter unirsi a loro e calcare le scene, così come aveva fatto la sua adorata madre, la quale le aveva dato i primi rudimenti fin dalla più tenera età e ripetendole sempre che il suo momento sarebbe arrivato prima o poi...
Ora osservava come il seduttore si preoccupasse di dare istruzioni al suo servitore, per poter poi lui avere campo libero ed incontrare la bellissima Aminta...
...no thoughts within her head,
but thoughts of joy!
No dreams within her heart
but dreams of love!
La voce della soprano Christine Daaé risuonarono commoventi e dolci in tutto il teatro, aveva solo due anni più di lei, pensò Mylène eppure la invidiava a morte, prima come ballerina ed ora come una cantante bravissima, la piccola si domandava ancora come fosse possibile che qualcuno non si fosse accorto prima del suo talento, che pareva innato...
Master?
Passarino - go away! For the trap is set and waits for its prey...
Chi era quello che ora vestiva la maschera del Don Juan? Si chiese la bambina ora come incantata, era come avrebbe dovuto essere sin dall’inizio, e la sua voce era un’intima carezza all’anima, così intensa che la spinse a chiudere gli occhi ma poi li riaprii attenta ora più che mai alla scena che si svolgeva..
You have come here in pursuit of your deepest urge,
in pursuit of that wish,
which till now has been silent,
silent...
I have brought you, that our passions may fuse and merge -
in your mind you've already succumbed to me
dropped all defences completely succumbed to me -
now you are here with me: no second thoughts,
you've decided, decided..
Don Juan si stava avvicinando lentamente alla donna amata, piano come un cacciatore che vuole evitare che la sua cerva scappi via, in preda alla paura ed alla diffidenza, accerchiandola con discrezione ma parlandole piano, solo il tono tradiva a tratti la passione che bruciava dentro di lui, fu allora che svolazzò il suo mantello e Mylène sussultò, Don Juan come un torero contro il suo avversario mortale, stava mettendo in gioco tutto se stesso...
Past the point of no return -
no backward glances: our games of make-believe are at an end...
Past all thought of "if" or "when" -
no use resisting: abandon thought,
and let the dream descend...
What raging fire shall flood the soul?
What rich desire unlocks its door?
What sweet seduction lies before
us...?
Aminta si alzò e si avviò con grazia verso il suo seduttore che fissava nientr’altro che lei, e lei che iniziava a seguirlo passo dopo passo come stregata dai suoi gesti, dai suoi occhi, dalla sua voce...
Don Juan la bloccò contro di lui con una mano tenendole il collo esile, lei chiuse gli occhi per un attimo abbandonandosi contro di lui, finché lui non si staccò, ora era Aminta a non poter staccare gli occhi da lui...
..la fiamma aveva catturato la falena...
Past the point of no return,
the final threshold -
what warm, unspoken secrets will we learn?
Beyond the point
of no return...
Si stavano fronteggiando al centro della scenografia, appena smesso di cantare Don Juan fissò Aminta, attendendo la risposta di lei, sembrò alla ragazzina, con una certa impazienza, una cosa era certa, dopo lo spettacolo avrebbe interrogato chiunque riguardo a chi fosse quell’uomo, che ora guardava piena di ammirazione, l’aveva colpita non appena era entrato in scena e la sua voce era così incredibile...
You have brought me to that moment
where words run dry,
to that moment where speech
disappears into silence,
silence...
I have come here, hardly knowing
the reason why...
In my mind, I've already
imagined our bodies entwining defenceless and silent -
and now I am here with you:
no second thoughts,
I've decided,
decided...
Aminta tentava di distrarre ora lo sguardo dal suo seduttore negando con la testa, magari pensando che non doveva cadere nella sua trappola e guardava in alto verso gli spalti, tenendo ora lo sguardo lontano da lui, ma fu per poco, tornò a fissarlo con una certa risolutezza negli occhi, mentre calava le spalline del suo vestito, dinnanzi ad un Don Juan che pareva impazzire e vacillare a quel suo silenzioso assenso...
Past the point of no return -
no going back now: our passion-play has now,
at last, begun...
Past all thought of right or wrong -
one final question:
how long should we two wait, before we're one...?
When will the blood begin to race
the sleeping bud burst into bloom?
When will the flames, at last, consume
us...?
Ed ora eccoli lì, erano saliti in sincronia sulla scenografia, un ponte tra loro due che li divideva ma che ora sarebbe andati ad unirli per sempre, lasciandoli l’una tra le braccia dell’altra a consumare la loro passione che non aveva freni e come una marea pareva abbattere ogni ponte...
Past the point
of no return
the final threshold -
the bridge
is crossed, so stand
and watch it burn.. .
We've passed the point
of no return...
Ed ora erano finalmente uniti e nessuno poteva ostacolarli, pensò Mylène commuovendosi un poco, amò quell’opera e giurò se stessa che non l’avrebbe mai dimenticata, e silenziosamente pregò che capitasse anche a lei magari in un futuro a lei ancora sconosciuto di poter interpretare una storia così stupenda...immaginando nei suoi sogni di bambina, quel Don Juan che la teneva così stretta e le urlava il suo amore infinito…improvvisamente la musica e la voce di lui si addolcirono... le sue mani accarezzavano il collo ed il viso di lei con delicatezza, mentre lei apriva piano gli occhi per poterlo guardare, magari per confessargli anche lei il suo amore...
Say you'll share with me one love, one lifetime...
Lead me, save me from my solitude...
Say you want me with you, here beside you...
Anywhere! you go let me go too! -
Christine! that's all I ask of...
Christine? Un momento..si chiese la ragazzina, ma allora non era Don Juan che parlava ma l’uomo stesso! Capì la ragazzina quindi quanto lui l’amasse e non potesse lasciarla andare perché non viveva senza di lei, osservò poi la scena seguente con stupore, Christine Daaé smascherò il suo partner il quale era orribilmente sfigurato! Si alzarono grida e trambusto non appena tutta la platea ebbe sotto agli occhi quello scempio! Ma no! Non dovevano urlare così! La ragazzina si infuriò avrebbe voluto urlarlo a tutti che non c’era nulla di male, non dovevano infangare il suo Don Juan! Non era colpa sua se era così!
Scorse lo sguardo deluso sul viso di lui, si era fidato di lei ed ora Christine l’aveva tradito...
Poi all’improvviso, gendarmi accerchiarono il palcoscenico ed entrambi gli attori scomparirono in una botola passando tramite il fuoco finto, l’immenso lampadario di colpo cedette andando a vorticare in tutta la sala e scontrandosi contro l’orchestra.
Tutti urlavano dal terrore, nessuno quanto sua sorella che tentava di calarsi giù dal palchetto mentre il suo promesso che era già giù l’aiutava a scendere, ed avrebbero fatto lo stesso finché non sarebbero arrivati al piano terra!
La bambina seppur terrorizzata si guardò attorno mentre tutta la folla all’interno dell’Opèra era impazzita, guardò giù sua sorella e Max.
<< Piccola! - la chiamò l’uomo - presto scendi ti prenderò io!>> le urlò lui.
La piccola guardò ancora e sentì la testa girarle, non poteva farlo aveva sempre sofferto di vertigini.
<< Non posso Max!>> urlò scoppiando a piangere e tornando verso la galleria dei palchetti dov’erano le scale ignorando le urla dell’uomo che le diceva che lì era una strada cieca, come ben presto scoprì la piccola, le fiamme avevano corroso il corridoio e non accennavano a smettere, il fumo era sempre più denso, Mylène inizio a tossire finché le sembrò di non respirare più, una trave di legno consumata dal fuoco, si staccò dal soffitto, fece appena in tempo a vederla ed urlare che la colpì con violenza sulla testa e si accasciò a terra, come addormentata e quasi incurante delle fiamme che a poco a poco si avvicinavano per lambirle il corpo...
To be continued..Fatemi sapere
